Musica e poesia sono le chiavi per aprire i confini di un territorio e passare attraverso sogni e realtà: esplorando il Salento quale metafora del Sud-Italia, si raccontano storie di donne oppresse, di emigranti e di braccianti, di amore, di fatica e ribellione…
Anziani e giovani poeti, cantori, narratori, cantanti e musicisti sono i protagonisti del film: le loro memorie e narrazioni, il loro modo di cantare e di suonare oggi si confronta con l’esplosione musicale della pizzica che ritorna dal passato con il suo carico simbolico legato al tarantismo e prende corpo in un festival, La Notte della Taranta, capace di attirare in agosto a Melpignano, piccolo centro della Grecìa salentina, migliaia di appassionati, contagiati dal ritmo travolgente dei tamburelli e dal suono di una grande orchestra popolare, composta da oltre sessanta elementi.
Una clamorosa festa collettiva ha preso il posto al dolore che, fino agli anni Settanta, affliggeva le persone morse dalla taranta e le loro famiglie.
E così nonostante tutte le trasformazioni sociali avvenute, la pizzica continua ancora a svolgere la sua antica funzione liberatoria “costringendo” tutti a ballare senza sosta fino all’alba.